La Voce del Bosco

nov 22. nov 22.

La Voce del Bosco

Un film-documentario che racconta i boschi dell’Agordino e gli alberi da cui nascono armoniche, fisarmoniche e organetti di Francesca Gallo.

Data
22 novembre 20192019-11-22T08:30:00 - 22 novembre 2019 2019-11-22T10:00:00
Ora
20.30 2019-11-22T08:30:00 - 22.00 2019-11-22T10:00:00
Luogo
Centro Culturale Tamai Silea

L’Amministrazione Comunale di Silea ti invita alla proiezione del film-documentario “La Voce del Bosco” di Dimitri Feltrin e con Francesca Gallo, che si terrà venerdì 22 novembre 2019, ore 20.30, presso il Centro Culturale “C. Tamai” di Silea, in via Roma 81.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il film documentario è stato realizzato con la collaborazione della “Fondazione Benetton Studi e Ricerche” e con il patrocinio di Province di Belluno e Treviso, i Comuni di Belluno e Treviso e l’Unione Montana Agordino.

 Trama:

Francesca costruisce fisarmoniche nella sua piccola bottega di Treviso, ereditata da papà Luciano, che le ha trasmesso la passione per la musica tradizionale e per il lavoro artigiano. È rimasta l’ultima artigiana in Italia a realizzare completamente a mano armoniche a mantice, fisarmoniche e organetti in legno. Le sue creature sono ambite da fisarmonicisti del panorama internazionale e finiscono sui palcoscenici più importanti del mondo, ma nascono nel bosco. L’attività di Francesca, infatti, inizia dall’individuazione di quelli che lei stessa definisce “gli alberi che cantano”, quegli alberi che successivamente trasformerà in strumenti musicali. Francesca seleziona i “suoi” alberi nei boschi dell’Agordino, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo che nell’autunno del 2018 ha messo a dura prova la montagna veneta, distruggendone buona parte del patrimonio arboreo ma la cui cultura continua a radicarsi tra le valli, grazie a donne e uomini che si impegnano a mantenerla viva.

Il film-documentario è un viaggio alla scoperta delle donne e degli uomini che in quelle terre hanno scelto non solo di fissare la propria dimora e di radicare la propria esistenza, ma anche di coltivarne i mestieri, di valorizzarne la cultura, di rigenerarne le tradizioni.