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sei in:  No Inceneritore  -  Forum

Forum

emissioni di fumo
Un progetto per la realizzazione e gestione di un sistema di termovalorizzazione di rifiuti industriali è stato presentato alla Regione Veneto da Unindustria Treviso, per mezzo di una società collegata, Iniziative Ambientali.
Il progetto prevederebbe due impianti, uno nel quartiere di Bonisiolo a Mogliano Veneto e l' altro a Silea.


Dai la tua opinione sul termovalorizzatore
 
Partecipa anche tu inviando un .
Il 23 aprile 2006 alle 10.57 Antonio Pesce ha scritto
NO ALL'INCENERITORE! Termovalorizzatore è un termine che non è appropriato e che vuole dare un significato "positivo" ad un progetto non adeguato per la nostra comunità e territorio, tra l'altro a ridosso dell'antica strada romana Claudia Augusta. Propongo alla Commissione Consiliare di votare un ordine del giorno che impegna tutto il Consiglio Comunale ad indire un referendum nel caso la Provincia di Treviso e la Regione Veneto confermino il sito di Silea. NO ALL'INCENERITORE! 
 
Il 24 aprile 2006 alle 10.56 Spartaco Landini ha scritto
L'Europa dovrà trasformarsi in una "società che ricicla". Lo sostiene la Commissione europea che ha proposto una nuova strategia per la prevenzione e il riciclo dei rifiuti .... E negli Stati in arrivo piani obbligatori di prevenzione dall'emergenza. Si tratta di una strategia che mira a creare in Europa un sistema in cui i rifiuti che non sono evitabili vengono trasformati in risorsa. ... Come primo passo, la Commissione propone il riesame della direttiva quadro sui rifiuti del 1975, per fissare norme in materia di riciclo e imporre agli Stati membri l'obbligo di elaborare programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti. " A tal proposito riprendo quanto riportato nella mozione n.24 del 23 settembre 2005 dal Consigliere Pettenò "NO AGLI INCENERITORI A SILEA E BONISIOLO (TV): RIDUZIONE DEI RIFIUTI, RISPARMIO, RICICLO, RIUSO" dove si chiede alla Giunta Regionale di impeganrsi a: "avviare da subito un'articolato programma di lavoro, con il coinvolgimento degli Enti Locali, per definire un progetto lungimirante teso alla riduzione dei rifiuti; alla definizione di politiche rivolte al mondo imprenditoriale orientate alla trasformazione e contenimento delle attività produttive eccessivamente improntate allo spreco; a progetti educativi per la promozione di stili di vita improntati alla sobrietà, al risparmio, al riciclo, al riuso." 
 
Il 26 aprile 2006 alle 17.04 Claudio Guglielmini ha scritto
La risposta è una sola: NO! Per questa nostra Treviso, per questo nostro Veneto per questa nostra Italia è possibile ed è doveroso investire per migliorare la raccolta differenziata anche dei rifiuti industriali, riciclandone le frazioni come previsto e sostenuto fortemente dalle leggi nazionali ed europee. Se si vuole si può ottenere un residuo inerete certamente inferiore a quello tossico e pericoloso! che rimarrebbe dopo il suo incenerimento, (25-30% ceneri e non solo + quanto viene trasformato e rilasciato nell'aria e nelle acque di scarico - "nulla si crea e nulla si distrugge"). Partecipate tutti al convegno di sabato 29 aprile, vi si apriranno gli occhi su molte cose e troverete molte risposte ai Vostri dubbi. Grazie all'Amministrazione comunale per questo spazio prezioso ma è ora che anche l'amministrazione Regionale dia una risposta chiara ai propri cittadini che tuteli la salute per tutti loro non gli interessi economici di pochi "incoscienti". 
 
Il 11 maggio 2006 alle 17.06 Mara Pagotto ha scritto
Complimenti alla Giunta Comunale di Silea! Finalmente qualcuno che oltre a parlare perlare,parlare fa qualcosa di concreto. Complimenti per le due delibere adottate in cosiglio Comunale, ma una domanda mi sorge spontanea: Mogliano che fa? 
 
Il 25 maggio 2006 alle 17.07 Marco Bandiera ha scritto
Complimenti all'amministrazione di Silea per i 2 provvedimenti adottati in consiglio comunale del 28/04/06. Continuate ad opporvi con fermezza a questo scempio ambientale che arrichisce pochi a discapito della collettività. Non ho ben capito però la posizione adottata dalle minoranze; mi sembra un pò la politica del coniglio. Sindaco Biasin cerchi di spronare anche il sindaco di Roncade a prendere posizione in merito perchè ora che è stata eletta deputato non vorrei si dimenticasse del suo comune che non dista molto dal sito individuato per l'inceneritore. Forza Biasin! Sono con Voi. 
 
Il 11 giugno 2006 alle 17.06 Michele Schiavinato ha scritto
è incredibile quanti pochi interventi ci siano in questo forum, il sistema informatico non è evidentemente così tanto utilizzato. per quanto riguarda l'argomento in corso, cioè l'inceneritore non credo che ci siano dubbi sull'unica risposta possibile e cioè: NO INCENERITORE. 
 
Il 17 giugno 2006 alle 17.07 Lucia Tamai - Ass. ALISEI ha scritto
Invitati ad un Convegno organizzato dal Comitato Città di Brescia, ci siamo sentiti in dovere di far conoscere la verità che manca alla stampa ufficiale Ecco il ns.volantino n. 4 in distribuzione a Silea e dintorni in questi giorni: BRESCIA: ... il più grande inceneritore d?Europa. L?Amministrazione Comunale di Brescia ha affrontato il problema rifiuti agli inizi degli anni novanta proponendo un ?sistema integrato? che prevedeva di incentivare la raccolta differenziata fino a 50%, e destinare la frazione secca non altrimenti riciclabile, all?incenerimento in un impianto per la cogenerazione di acqua calda, per il teleriscaldamento della città, ed energia elettrica, da gestire dall?Azienda Servizi Municipalizzati (A.S.M.). Questo il ?patto ambientalista? stretto con i cittadini, pubblicizzato in un Convegno Internazionale organizzato il 20 e 21 luglio 1993 e illustrato da opuscoli inviati alle famiglie. Su queste basi la Regione Lombardia il 2 agosto 1993 autorizza la costruzione e l?esercizio dell?impianto in due linee di combustione di 133mila tonnellate ciascuna. Senza apparenti motivazioni la perizia di collaudo del 1999 accerta però ?una capacità di combustione di 406mila-502mila tonnellate annue? e senza problemi la Regione Lombardia autorizza l?incenerimento fino a 500mila tonnellate. Poiché l?impianto è sovrastimato rispetto alle effettive necessità vengono importati rifiuti speciali da 25 città diverse, da Trento a Palermo, e così fin dal 2001 l?inceneritore brucia oltre 460 mila tonnellate di rifiuti, mentre fallisce l?obiettivo di aumentare la raccolta differenziata, anzi, dato l?alto potere calorifico la plastica praticamente non viene più riciclata. Un anno dopo l?ASM chiede una terza linea, destinata a bruciare esclusivamente ?biomasse? (legna vergine e vinacce) che viene autorizzata con delibera di Giunta, ignorando la prevista ?Valutazione di impatto ambientale?. Attualmente le biomasse conferite sono per lo più pulper di cartiera impregnato di vernici, metalli pesanti e cloro (leggasi diossine) ampiamente usato per sbiancare la carta. Ora l?inceneritore, approvato in un piano Provinciale e Regionale dei rifiuti per bruciare 266mila tonnellate, ne brucia 750mila, anche dopo che la Comunità Europea ha avviato una procedura di infrazione e messa in mora del Governo Italiano per il mancato rispetto della normativa europea in materia di prevenzione e riduzione dell?inquinamento. Inoltre, dato che nel 2004 i rifiuti urbani da mandare all?inceneritore erano solo 463mila (con raccolta differenziata in calo dal 32 al 31%) sono stati importati rifiuti speciali per 300 mila tonn., oltre a 21mila tonn. di rifiuti urbani da fuori provincia, Svizzera compresa. L?impianto produce 140mila tonnellate di ceneri, altamente inquinate che finiscono nella discarica di Montichiari, gestita sempre da A.S.M., mentre dal camino escono fumi che disperdono nel raggio di alcuni chilometri, polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da particelle di metalli pesanti, benzene e diossine estremamente pericolose, persistenti e accumulabili negli organismi viventi, non sempre monitorate in quanto l?attuale Legislazione prevede solo il controllo delle PM10. Nelle casse di ASM, invece, ci sono solo voci in entrata : 1) tassa rifiuta pagata dai cittadini; 2) contributi dal CONAI per la distruzione degli imballaggi; 3) contributi dello Stato in quanto impianto produttore di ?energia rinnovabile?; 4) bollette dell?energia elettrica pagate dai cittadini; 5) tariffe dell?acqua calda distribuita con il teleriscaldamento pagate dagli utenti senza agevolazioni; 6) ricavi dalla vendita del ferro presente nelle ceneri? ed ecco che il bilancio 2005 chiude con un utile netto di 154milioni di euro !!! ? poco importa se da novembre in poi le polveri sottili sono quasi costantemente oltre il limite di Legge (50 microgrammi a mc) e se il 18.01.2006 si raggiungono i 270 microgrammi; ? poco importa se la città ha una media nazionale di morti per tumore del 35% contro il 28% della media nazionale (dati Istat riferiti al 2002) e se il registro dei tumori colloca Brescia al vertice dei tassi di incidenza per il tumore al fegato ; ? poco importa se presso l?ospedale cittadino negli ultimi tre anni è raddoppiato il numero dei bambini curati per leucemia . Purtroppo sembra che la cosa più importante sia ?L?IMPIANTO?, definito tra i più avanzati del mondo e ASM continua a proporsi come partner qualificato per la costruzione di altri inceneritori a Napoli, Caserta e Trento e, da ultimo, non ha scrupolo di sfidare ancora una volta la città proponendo una nuova megacentrale elettrica (400MW), da collocare in centro urbano, in totale disprezzo del ?patto ambientalista? sottoscritto con la città nel 1992. Questo succede a Brescia, ma i 2 inceneritori di Nerbon e Bonisiolo proposti da Unindustria sono sostenibili? Da un?indagine condotta dalla CISL di Treviso, utilizzando dati ARPAV del 2003, emerge che i rifiuti industriali da avviare all?incenerimento sono circa 70mila tonnellate nel comprensorio di Treviso, Belluno e Venezia. Se teniamo conto che nel frattempo sono stati persi migliaia di posti di lavoro e che ci sono prospettive di ulteriori delocalizzazioni viene spontaneo chiederci quali rifiuti dovranno bruciare gli impianti richiesti per smaltire ciascuno 250mila tonnellate di rifiuti ?industriali ? ? Purtroppo l?esperienza di Brescia insegna ? E? indispensabile che le parti sociali, ognuna nel proprio ambito, facciano il possibile per contrastare impianti irreversibili che vengono definiti dal direttore del CNIID (Centro Nazionale Indipendente di informazione sui rifiuti) ? l?amianto del XXI secolo?. 
 
Il 29 giugno 2006 alle 17.08 F. Morello ha scritto
Cosa dire... Bene cosi... Fermate questo eco-mostro, e per cortesia non venite a parlare di insensibilita' alle "necessita' nazionali". Per queste attivita' ci sono ampie zone d'italia (con la i minuscola) disabitate su cui edificare strutture di questo tipo, non a 2 km dai centri abitati !!! E poi oltre il danno sicuramente ci sara' anche la beffa... l'aumento della tassa sui rifiuti.... 
 
Il 3 dicembre 2006 alle 16.08 Pierantonio Pasini ha scritto
Nessuno si è mai chiesto se i due inceneritori non siano eccessivamente vicini in linea d'aria l'uno dall'altro? Signori SVEGLIATEVI!!!!!!!!!! 
 
Il 9 febbraio 2007 alle 16.09 Stephanie Poddighe ha scritto
Come mamma e come cittadina del comune di Treviso mi sento molto angosciata al pensiero che i favorevoli alla creazione degli inceneritori non tengano in alcuna considerazione la salute dei cittadini, l'inquinamento subdolo e non facilmente rilevabile delle microparticelle, a discapito dei nostri polmoni, a discapito dell'agricoltura, a discapito della futura vivibilità della nostra città e della nostra provincia. Chi si batte per la creazione degli inceneritori e intendo gli industriali continuerà a vivere fisicamente sotto la pioggia dei PM2,5 o preferirà spostarsi in montagna (Cortina può andar bene?) con carico di mogli e figli a respirare aria pura? Cerchiamo di mobilitarci in tanti. Il fatalismo e l'immobilismo non aiutano e non aiuteranno sicuramente i nostri figli. 
 
Il 24 settembre 2007 alle 10.51 Alberto A. ha scritto
Da quanto si apprende ultimamente, sembra che Unindustria abbia rinunciato all'inceneritore di Silea, ma prema fortemente per quello di Mogliano.

Vi chiedo cortesemente di mantenere alto l'interesse per la questione, anche perché i fumi nocivi di tali impianti vengono trasportati molto distanti e che, paradossalmente, che abita quasi sotto l'impianto ha meno inquinamento di chi ci abita a 5-10Km.

A tal proposito, la regione veneto ha eseguito un studio, terminato nel settembre 2006, e confermato da altri studi analoghi eseguiti un po' in tutto il mondo.

I risultati dicono che gli inceneritori aumentano moltissimo la probabilità di contrarre malattie respiratorie e non, tra cui varie forme di tumori.
 
 
Il 21 novembre 2007 alle 9.51 Lucia Tamai ha scritto
Riparte il dibattito sull'inceneritore con un nuovo incontro tra cittadini ed Amministrazione. Ci troviamo il  giormo 6 dicembre presso la Sala Parrocchiale di Sant'Elena di Silea ecco parte del volantino:

L’Ass. ALISEI  e i CITTADINI di SILEA incontrano l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE   sul tema:

NESSUNO SI MERITA UN INCENERITORE !
GIOVEDI’ 6 DICEMBRE 2007
alle ore 20,45
c/o la sala Parrocchiale di Sant’Elena di Silea
 
In collaborazione con :
MICHELE BOATO
direttore dell’ECOISTITUTO del VENETO  e
ANDREA ZANONI
presidente di Paesambiente

*** Sono invitati tutti i Cittadini del Comune di Silea  e limitrofi ***


Coordina l’incontro:  Lucia Tamai  dell’Associazione ALISEI – Silea

Info.alisei@yahoo.it –  Cell. 320  2319451

A settembre 2005 Unindustria Treviso ha presentato in Regione il progetto per un impianto di termovalorizzazione di rifiuti industriali che prevede la realizzazione di 2 impianti gemelli da costruirsi a Silea a Mogliano Veneto, per il trattamento di 250mila  tonnellate di rifiuti anno ciascuno, provenienti dalle province di Treviso, Venezia e Belluno. Gli industriali lo chiamano …
TERMOVALORIZZATORE  ?
Ma è un nome che esiste solo in Italia e che non ha riscontro né in Europa né nella letteratura scientifica … in realtà è solo un grande forno nel quale confluisco i rifiuti  attraverso una griglia mobile, e viene comunemente chiamato :  INCENERITORE   !
ed è in grado di bruciare qualsiasi tipo di rifiuto trasformandolo in fumo, ceneri e acqua: in pratica ci liberiamo di una tonnellata di rifiuti e la trasformiamo in una tonnellata di fumi, più 280/300 kg di ceneri solide, più 30 kg di ceneri volanti, più 650 kg di acqua di scarico oltre a 25 kg di gesso.
… ma sarebbe più giusto chiamarlo TERMOSVALORIZZATORE  !
Con l’incenerimento vengono perse innanzitutto le materie prime e l’energia  usata per produrle. Essere vicini ad un inceneritore vuol dire anche svalutare e compromettere le attività presenti sul territorio, in particolar modo quelle agricole e  … purtroppo è anche un  CANCROVALORIZZATORE !
Continuano gli allarmi lanciati dal mondo medico sull’aumento delle malattie  conseguenti all’inquinamento in generale e da quello prodotto dagli impianti di incenerimento: malattie degli apparati respiratorio, cardiocircolatorio e gastrointestinale e aumento delle patologie tumorali.
PER LA LEGGE E’ un’
 AZIENDA INSALUBRE DI 1a CLASSE :
… EREDITA’ PER I CITTADINI DI SILEA ?

CI VEDIAMO GIOVEDI’ 6 DICEMBRE 2007  
per capire quali sono le alternative all’incenerimento e se le nostre aziende producono rifiuti sufficienti per far funzionare i 2 impianti.
 
 
Il 15 marzo 2008 alle 10.00 Giorgio Marangon ha scritto
Voglio precisare che questo tipo di impianto valorizza solamente il cancro, le tasche degli industriali e lo smog mentre deprezza moltissimo il territorio circostante all'impianto stesso e le tasche degli italiani attraverso un prelievo di soldi dalle nostre bollette enel vedi voce A3.
Vorrei ricordare agli agricoltori e agli ortolani che loro saranno i primi a vedere gli effetti delle ricadute dei fumi sul territorio.
Chi premia e chi promuove l'inceneritore sono le stesse persone che lo costruiscono,
per introitarsi il denaro pubblico.
Ci sarà un aumento dei costi per la gestione dei rifiuti ed una diminuzione del lavoro al contrario di ciò che avviene con la raccolta differenziata spinta dove la bolletta dei rifiuti diminuisce ed aumentano i posti di lavoro fino a duecento posti in più.
Altra cosa da incoscienti. Viviamo in un periodo dove c'è carenza di materie prima (petrolio , carta,e legno) tutte materie che noi importiamo dall'estero e paghiamo a caro prezzo e ci permettiamo il lusso di bruciarle?
ma dov'è la lungimiranza dei nostri amministratori?
Ultimo ma non meno importante ricordo al sindaco di Silea che è il primo responsabile della salute dei cittadini. per cui si guardi bene dal dare l'autorizzazione alla costruzione dell'inceneritore.
Che non ci venga a dire che non sapeva che è altamente cancerogeno.
 
 
Il 31 marzo 2008 alle 8.59 Anonimo ha scritto
FIRMA IL TUO RIFIUTO!
La sottoscrizione pubblica ha già registrato più di 1000 firme di cittadini contrari al progetto dell'inceneritore per rifiuti industriali!
I punti di raccolta saranno attivi fino a sabato 5 aprile.
Ricordiamo che è possibile firmare ogni giorno in Municipio durante gli orari di apertura.
Un grazie sentito a tutti i volontari che ci stanno aiutando a organizzare e gestire i punti raccolta in modo capillare e diffuso. 
 
Il 17 aprile 2008 alle 17.41 LUCIA TAMAI ha scritto
Anche se una parte del mondo politico ed economico sta sfruttando l'emergenza rifiuti creatasi in Campania per far passare gli inceneritori come necessari, o comunque come il male minore, sono stati molti i cittadini che hanno aderito alla raccolta firme contro il progetto presentato da Unindustria per la costruzione degli inceneritori di Nerbon e Bonisiolo.
Molte sono state anche le manifestazioni di solidarietà pervenute da realtà dove già si convive con impianti di incenerimento, in particolare dai cittadini di Brescia, Ferrara e Cologna Veneta. La più significativa è tuttavia quella che ci è giunta da Dalmine (Bergamo) dove dal 2003 è attivo un impianto gemello a quelli proposti per Treviso. L?impianto, inizialmente sorto per la distruzione di 440 tonn. giorno di rifiuti Bergamaschi, importa attualmente rifiuti provenienti dalle province di Varese e Sondrio per 39mila tonn. annue, anche se la convenzione redatta con la REA ? società che gestisce l?impianto - aveva escluso la possibilità di importare rifiuti da fuori provincia e ora, che, grazie all?impegno dei cittadini e dell?amministrazione, la raccolta differenziata ha raggiunto il 60-70% dei rifiuti prodotti, la REA ha chiesto di ampliare l?impianto con una terza linea in modo da poterne bruciare 710 tonnellate al giorno, provenienti da chissà dove.
Ecco quanto scrivono i cittadini di Dalmine ? ? Ti invio alcune firme raccolte a Dalmine contro l?inceneritore di Silea. Non sono molte ma rappresentano simbolicamente il sostegno dei cittadini di Dalmine alla Vostra lotta ? Anche se Bergamo non ha bisogno di altri impianti, il business dei rifiuti spinge ad aumentare gli impianti di incenerimento la dove già esistono. ? Ecco perché è importante che a Silea non sorga un inceneritore, il rischio diventa quello, come a Dalmine, che fatto un impianto vengano poi autorizzati tutti gli altri ??
Neppure a Silea abbiamo bisogno di due impianti per la distruzione di 500mila tonnellate annue di rifiuti industriali, per cui non ci resta che ribadire il nostro no agli impianti di distruzione finanziati con gli incentivi pagati dai cittadini: gli incentivi devono aiutare a far crescere le attività che fanno il bene del territorio, della salute e dello sviluppo sostenibile, non il loro contrario.
Tutte le istituzioni, ad ogni livello, devono ricordarselo.
Ass. ALISEI - Silea
Lucia Tamai
Anche se una parte del mondo politico ed economico sta sfruttando l'emergenza rifiuti creatasi in Campania per far passare gli inceneritori come necessari, o comunque come il male minore, sono stati molti i cittadini che hanno aderito alla raccolta firme contro il progetto presentato da Unindustria per la costruzione degli inceneritori di Nerbon e Bonisiolo.
Molte sono state anche le manifestazioni di solidarietà pervenute da realtà dove già si convive con impianti di incenerimento, in particolare dai cittadini di Brescia, Ferrara e Cologna Veneta. La più significativa è tuttavia quella che ci è giunta da Dalmine (Bergamo) dove dal 2003 è attivo un impianto gemello a quelli proposti per Treviso. L?impianto, inizialmente sorto per la distruzione di 440 tonn. giorno di rifiuti Bergamaschi, importa attualmente rifiuti provenienti dalle province di Varese e Sondrio per 39mila tonn. annue, anche se la convenzione redatta con la REA ? società che gestisce l?impianto - aveva escluso la possibilità di importare rifiuti da fuori provincia e ora, che, grazie all?impegno dei cittadini e dell?amministrazione, la raccolta differenziata ha raggiunto il 60-70% dei rifiuti prodotti, la REA ha chiesto di ampliare l?impianto con una terza linea in modo da poterne bruciare 710 tonnellate al giorno, provenienti da chissà dove.
Ecco quanto scrivono i cittadini di Dalmine ? ? Ti invio alcune firme raccolte a Dalmine contro l?inceneritore di Silea. Non sono molte ma rappresentano simbolicamente il sostegno dei cittadini di Dalmine alla Vostra lotta ? Anche se Bergamo non ha bisogno di altri impianti, il business dei rifiuti spinge ad aumentare gli impianti di incenerimento la dove già esistono. ? Ecco perché è importante che a Silea non sorga un inceneritore, il rischio diventa quello, come a Dalmine, che fatto un impianto vengano poi autorizzati tutti gli altri ??
Neppure a Silea abbiamo bisogno di due impianti per la distruzione di 500mila tonnellate annue di rifiuti industriali, per cui non ci resta che ribadire il nostro no agli impianti di distruzione finanziati con gli incentivi pagati dai cittadini: gli incentivi devono aiutare a far crescere le attività che fanno il bene del territorio, della salute e dello sviluppo sostenibile, non il loro contrario.
Tutte le istituzioni, ad ogni livello, devono ricordarselo.
Ass. ALISEI - Silea
Lucia Tamai
 
 
Il 27 maggio 2008 alle 14.48 Lucia tamai ha scritto
Nonostante il momento non sia dei migliori, e governo, industriali e una parte dell'opinione pubblica siano sempre più orientati all'incenerimento, noi pensiamo che i rifiuti possono essere trattati in maniera efficace ed efficiente senza incrementare l'inquinamento di quest'aria già pesantemente compromessa.
Allego il volantino per il prossimo incontro che si terrà il 2 giugno al Parco Comunale di Silea in cui cercheremo di dare delle soluzioni concrete e innovative ad un problema che sta diventando un business, per alcuni, e pesante eredità, per tanti, con cortese richiesta di estendere ad altri l?invito.
Cordialmente,

per COMITATI RIUNITI RIFIUTI ZERO DI TREVISO E VENEZIA
Lucia Tamai

Cell. 320 2319451


A.M.A. TV - ?Medici per l?Ambiente? Treviso, Associazione Alisei, Associazione Ecovolontari Marcon, Comitato Bertoneria Zero Branco, Comitato Cittadini Roncade, Comitato Cittadini Casier-Dosson, Comitato Cittadini Mogliano Veneto, Comitato Cittadini S.Biagio di Callalta, Comitato di salvaguardia del territorio di Silea, Comitato per la salute e l?ambiente di Quarto d?Altino, Comitato Riese Pio X, Comitato Spontaneo Casalese per l'Ambiente, Eco Istituto del Veneto "Alex Langer", Gruppo spontaneo di Carbonera, Italia Nostra ONLUS, Legambiente Treviso, Paeseambiente, WWF


CITTADINI, AMMINISTRATORI e IMPRENDITORI sono invitati al
PUBBLICO INCONTRO
sul tema:
UN OBIETTIVO SOSTENIBILE PER IL FUTURO:
? RIFIUTI ZERO ?
Nel Veneto è possibile incamminarci verso l?obiettivo RIFIUTI ZERO rendendo inutile l?autorizzazione di nuovi impianti di incenerimento.
LUNEDI? 2 GIUGNO 2008
con inizio alle ore 9,30
c/o il Parco Comunale di Silea ? Via Mazzini 1

ne parliamo con :
MASSIMO CERANI: I miti dell?incenerimento e il ?caso Brescia?
CARLA POLI: Rifiuti, da problema a risorsa.

Con la partecipazione
della provincia di Treviso

L?incontro sarà accompagnato da mostre varie e dalla
musica della scuola ?Luchesi ? di Silea

Per informazioni : Lucia Tamai del coordinamento dei Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia - cell. 320 2319451


UN OBIETTIVO SOSTENIBILE* PER IL FUTURO:
RIFIUTI ZERO
? non significa
LIBERARSI DEI RIFIUTI,
ma produrre meno rifiuti e il riciclo totale attraverso un cambiamento di mentalità e stili di vita, da parte di tutti: cittadini, imprenditori e pubblica amministrazione;
RIFIUTI ZERO
prevede che i materiali vengano recuperati e trasformati in prodotti da reinserire nel ciclo produttivo con benefici ambientali ed economici.
L?attuazione di pratiche efficaci ed efficienti per il corretto utilizzo delle materie prime sin dall?inizio del processo produttivo verrà illustrata dai nostri ospiti :

MASSIMO CERANI: Associazione. EnergETICA di Brescia;

CARLA POLI : Responsabile del Centro di Riciclo di Vedelago (TV);

All?interno del Parco Comunale ci sarà la presenza di :
Ecopoint: la spesa senza sprechi
Gruppo Chico Mendez : cucina solare
Mille Bolle: detersivi alla spina
Associazione Allevatori Treviso: spillaggio latte
Ente Parco del Fiume Sile: ecosistema da tutelare
Consorzio Priula: la raccolta differenziata funziona !
Associazioni ambientaliste: Fare Verde Onlus, WWF,
Ecovolontari Marcon, Paeseambiente, Ecoforum Trevigiano per l?ecologia, Ecoistituto del Veneto ?Alex Langer ?, Ass. rilliTreviso, Ass. Alisei- Silea.

* SVILUPPO SOSTENIBILE: ?? è uno sviluppo in grado di garantire il soddisfacimento dei bisogno attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di far fronte ai loro bisogni.?
Commissione Bruntland, 1987
( Commissione mondiale dell?ambiente e dello sviluppo)


 
 
Il 24 ottobre 2009 alle 19.31 LUCIA TAMAI ha scritto
Inserisci il tuo messaggio
INCENERITORI E FONDI NERI


Da mesi ormai sentiamo parlare di crisi: per qualcuno è ormai alle spalle, per altri da superare, per altri da gestire.
E? innegabile che ciascuno di noi, sentendo il peso di questa minaccia, ha modificato il proprio stile di vita, riducendo i consumi e rallentando gli investimenti mentre il mondo imprenditoriale continua a rivolgersi al Governo chiedendo interventi di sostegno attraverso la messa a disposizione di ?soldi veri? per rilanciare l?economia.
Peccato che i soldi da mettere a disposizione degli imprenditori, gira e rigira, siano quelli che, troppo spesso, lo Stato va a prelevare nelle tasche dei lavoratori dipendenti che in questi mesi hanno provveduto a ridurre il carrello della spesa e ritornare alla pizza fatta in casa.
Tuttavia, se il momento è difficile, pur di superare questa crisi epocale, siamo disposti a rinunce e sacrifici e per accelerare la ripresa economica accettiamo anche di agevolare il rientro dei capitali dall?estero attraverso lo scudo fiscale.
In questo clima di sopportazione, però, appare inaccettabile l?idea che i soldi sottratti alla comunità rimbalzino da un conto estero ad un altro e vengano costituiti ?fondi neri? da riciclare con lo scopo di porre in atto interventi ambientali illeciti come risulta dalle indagini della magistratura che in questi giorni ha operato 5 arresti, compreso quello di Giuseppe Grossi al quale viene contestata ?associazione a delinquere finalizzata a frode, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio e corruzione?.
Questo imprenditore milanese ama definirsi a capo del ?più importante gruppo italiano che si occupa di ecologia? ed in effetti ha interessi e partecipazioni in miriadi di società che spaziano nel campo immobiliare, delle bonifiche, dei rifiuti e degli inceneritori, tra cui l?impianto di Dalmine, attraverso la Rea Dalmine Spa partecipata da Green Holding Spa. Quest?ultima, interamente a mani di capitali esteri, è il socio scelto da Unindustria Treviso nel progetto per la costruzione di due impianti di incenerimento destinati alla distruzione di 500mila tonnellate l?anno di rifiuti industriali, progetto che si vuole imporre nonostante che il territorio trevigiano sia accreditato in Europa per l?eccellenza della raccolta differenziata e nonostante che :
- dai dati ARPAV risulti che i rifiuti speciali non pericolosi da avviare all?incenerimento per le province di Treviso, Venezia e Belluno siano solo 50.000 tonnellate;
- la provincia di Treviso e ?Il Consorzio Priula?, si sono dichiarati disponibili ad estendere il servizio di raccolta differenziata anche per i rifiuti industriali;
- molte industrie hanno delocalizzato o chiuso l?attività.
Da 4 anni Unindustria Treviso e Green Holding ribadiscono la bontà del progetto anche se :
- nel febbraio 2007 il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato a larghissima maggioranza la Mozione n. 24 nella quale si ?ESPRIME PARERE CONTRARIO ALLA REALIZZAZIONE in località Silea e Bonisiolo di Mogliano, DEGLI INCENERITORI PROPOSTI DA UNINDUSTRIA ? e ?? impegna la giunta Regionale a dare parere contrario ad ogni autorizzazione nel merito dei progetti citati?. Nella stessa data è stata votata, sempre a larghissima maggioranza, anche la Risoluzione n. 26 che ?impegna la giunta Regionale (?), in assenza (?) di un Piano regionale specifico per la dislocazione e per il trattamento dei rifiuti speciali o industriali, a NON CONCEDERE ALCUNA AUTORIZZAZIONE ALLA REALIZZAZIONE di nuovi impianti di termovalorizazzione o incenerimento sia pubblici che privati ?.
- Il consiglio provinciale abbia espresso contrarietà al progetto;
- 8 Consigli Comunali, ? Silea, Roncade, Carbonera, Casier, Casale, Quarto d?Altino, San Biagio e Marcon - in rappresentanza di oltre 90mila cittadini, hanno assunto delibere di contrarietà agli impianti;
- il consiglio dell?Ente Parco del Fiume Sile in data 13.3.2007 e dicembre 2008 ha votato all?unanimità le mozioni con la quali esprime netta contrarietà al progetto ritenendo la pratica dell?incenerimento devastante per ogni territorio e per ogni ecosistema.
Appare evidente che l?interesse di questi imprenditori non ha niente a che fare né con i rifiuti né tanto meno con l?ambiente ma con logiche legate esclusivamente ai meri interessi economici che comportano ulteriori danni per il territorio: il solo inceneritore di Silea emetterà 13,5mln di mc di fumi al giorno contenenti polveri sottilissime, che nessun filtro è in grado di trattenere, e giorno dopo giorno, anno dopo anno, trasformeranno i nostri terreni in posa-ceneri e i nostri polmoni in discariche di ogni tipo di inquinante. La diossina, da anni dichiarata cancerogeno, andrà a depositarsi sulla frutta e verdura e verrà bevuta insieme al latte, come avviene a Brescia.
Per non parlare dell?aumento dell?inquinamento veicolare, determinato da decine e decine di camion che potranno solo peggiorare la qualità dell?aria, già compromessa da un contesto ad alto inquinamento come quello della Pianura Padana, tanto che la Comunità Europea ha di recente bocciato il piano dell?aria della Regione Veneto, con sanzioni da pagare se entro 2 anni non verranno posti rimedi.
Non attivarsi in difesa del territorio significa mettere a rischio il futuro delle generazioni a venire, ma anche vanificare il lavoro di chi ha dedicato grandi sacrifici alla nostra agricoltura che conta nella sola provincia di Treviso 127 prodotti tipici, 5 prodotti Dop e 7 Doc. Come possiamo pensare di utilizzare i prodotti agricoli coltivati sotto la cenere di questi camini quando le indagini commissionate dalla Regione Veneto hanno riscontrato che la vicinanza degli inceneritori aumenta notevolmente la probabilità di ammalarsi di cancro e come sta accertando la Magistratura nel caso del bambino vissuto tra due inceneritori, e morto a seguito di un rarissimo caso di tumore ?
Non possiamo permettere che il nostro futuro venga messo nelle mani di persone senza scrupoli sapendo che il problema dei rifiuti esiste per l?incapacità di gestirne il ciclo con trasparenza ed efficienza, mentre la soluzione viene chiaramente indicata dal Decreto Ronchi e dalla disposizioni Comunitarie che impongono la riduzione, il riuso, il riciclo e solo da ultimo lo smaltimento, rendendo di fatto inutile la costruzione di nuovi impianti di distruzione di preziosi materiali .
Abbiamo le conoscenze per agire con responsabilità ed ognuno di noi è chiamato farlo: la Magistratura ci sta dando segnali inequivocabili sulla pericolosità di certi potentati economici e quindi è auspicabile che i politici si impegnino con determinazione per allontanare definitivamente questi inutili, obsoleti, assurdi ed inquinanti impianti dal nostro territorio, provvedendo a migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti, sia urbani che speciali, in ottica del massimo recupero dei materiali post consumo attraverso una puntuale ed afficiente raccolta differenziata.