Sottoscrizione pubblica contro la costruzione dell’impianto di termovalorizzazione a Silea
Dal 25 marzo al 5 aprile il Comune di Silea organizza una SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA per coinvolgere e schierare la cittadinanza contro la costruzione dell’inceneritore in località Nerbon di Silea.
Puoi firmare la sottoscrizione nei numerosi punti messi a disposizione sul territorio Comunale o lasciare un messaggio di adesione alla fine di questa pagina: più siamo, più grande sarà il segnale che daremo in Regione e in Parlamento Italiano.
Vogliamo schierarci nettamente contro la costruzione dell’inceneritore a Silea e portare i nostri NO ai centri decisionali.
Perché se siamo in tanti, tutti uniti, possiamo far sentire la nostra voce.
Prendi posizione! Firma il tuo NO!
UN PO’ DI STORIA E DATI Nel settembre 2005 Unindustria ha proposto la costruzione di un inceneritore in località Nerbon di Silea. Sarà un impianto di 47 mila mq per la combustione di rifiuti speciali, cioè per gli scarti derivanti dalle attività industriali e agricole.
Potrà bruciare 250mila tonnellate di rifiuti all’anno.
La combustione di una tonnellata di questi materiali genera in media:
- 300 kg di ceneri solide altamente tossiche che devono essere smaltite in apposite discariche al momento inesistenti a Silea o nei Comuni limitrofi;
- 30 kg di ceneri volanti che vengono immesse nell’aria che respiriamo ogni giorno;
- 650 kg di acqua da depurare;
- 25 kg di gesso, che richiede un trattamento specifico;
- una tonnellata di fumi e CO2 che vanno ad aggravare la già pessima qualità dell’aria;
- traffico di mezzi pesanti per il trasporto dei rifuti e dei residui tossici derivanti dalla combustione;
- rumore e impatto visivo non classificabile a priori con unità di misura
PERCHE’ DICIAMO NO - Per la prevenzione della nostra salute: è dimostrato come la vicinanza agli inceneritori aumenti il rischio di patologie che vanno dai disturbi respiratori ai tumori
- Per l’inutilità dell’impianto nel nostro territorio: l’inceneritore prevede la combustione di 250 mila tonnellate di rifiuti industriali all’anno, quando le aziende della provincia di Treviso, Venezia e Belluno nel 2004 hanno prodotto solo 50 mila scarti idonei alla combustione. L’inceneritore sarà quindi chiaramente destinato a bruciare rifiuti industriali provenienti da fuori regione con danni proprio sui comuni più ricicloni d’Italia
- Per educare l’industria al riciclo: l’inceneritore servirà a smaltire gli scarti industriali, non i rifiuti urbani. L’industria deve sforzarsi a produrre meno rifiuto non riciclabile, come facciamo noi singoli cittadini ogni giorno
- Per non svalutare economicamente il nostro territorio: un inceneritore è classificato dal Ministero della Sanità come attività industriale insalubre di prima classe con emissioni in atmosfera; le nostre case e i nostri terreni perderanno quindi valore anche sul mercato
- Per non incidere sull’agricoltura e sull’allevamento di Silea e delle zone limitrofe: le coltivazioni risentono della vicinanza all’inceneritore in quanto le nanoparticelle si depositano su frutta e verdura; sia la grande coltura che la piccola produzione famigliare dell’orto risulterebbero tossiche, così come il latte prodotto dal bestiame locale
- Per la salvaguardia generale dell’ambiente: l’area in cui dovrebbe sorgere l’inceneritore è fragile dal punto di vista idraulico, visti i fiumi e falde sotterranee che scorrono nelle vicinanze; siamo inoltre a pochi passi dal Parco del Sile, classificato come Sito di Interesse Comunitario dalla Unione Europea
- Per evitare successive speculazioni: la costruzione dell’inceneritore potrebbe essere il primo passo verso l’ampliamento dello stesso per lo smaltimento di rifiuti urbani provenienti da altre regioni o potrebbero essere costruite nuove discariche per lo smaltimento dei residui, etc.
- Per non rendere ancora più pericolose e trafficate le nostre strade: si stima un transito di 70 mezzi pesanti al giorno per conferire i rifiuti industriali all’inceneritore
- Per essere coerenti con il principio delle “sei R” dell’obiettivo “rifiuti zero”: Responsabilità, Risparmio energetico, Riuso, Riciclo, Raccolta differenziata, Ricerca di nuovi metodi di smaltimento e produzione di energia
- Per rispettare il Protocollo di Kyoto ed evitare ulteriori multe da parte dell’Unione Europea; l’Italia lo ha sottoscritto nel 1997 con l’impegno di diminuire le proprie emissioni entro il 2010 del 6,5% rispetto al livello del 1990; ad oggi le emissioni sono invece aumentate dell’11,6%