Silea acquista gli arredi di Unindustria, alle prese con il trasloco della sede operativa all’Appiani, per riarredare le scuole.

SOLO 20.000 EURO PER RIFARE IL LOOK A TUTTE LE SCUOLE
Rosanna Potente assessore all’Istruzione e alla Cultura. “Un’occasione irripetibile per sostituire e integrare gli arredi delle nostre scuole decisamente obsoleti e insufficienti. Opportunità di cui un sindaco deve fare tesoro, se vuole mantenere i servizi e rispettare le logiche mortificanti del patto di stabilità”

Silea 8 luglio – “Abbiamo colto una opportunità irripetibile per ammodernare gli arredi delle scuole del territorio, della biblioteca e di alcuni uffici con una spesa estremamente contenuta.” Così l’assessore all’istruzione e alla cultura, Rosanna Potente, presenta la nuova iniziativa del Comune di Silea, che ha acquistato per una modica cifra una grande quantità di arredi proveniente da Unindustria, di cui l’associazione non aveva più bisogno a causa del trasloco della sede nella cittadella delle istituzioni in area Appiani. L’operazione, comprensiva delle spese di trasporto, è costata alle casse comunali 20.000 euro per l’acquisto di armadi, scrivanie, tavoli e sedie (di diversi modelli e misure).
“Attraverso un passa parola- spiega l’assessore Potente- abbiamo saputo che Unindustria aveva la necessità di cedere in breve tempo alcuni arredi della vecchia sede di piazzetta Sandr’Andrea, a causa del trasloco della nuova sede operativa, ad una cifra simbolica a cui si sono aggiunte le spese per il trasporto. Si tratta di arredi di ottima qualità e in ottimo stato, che andranno a sostituire e integrare gli arredi in tutte le scuole del territorio, sia elementari che media, la nuova scuola di Sant’Elena, in costruzione, la vecchia e la nuova biblioteca ed alcuni uffici. Le nostre scuole, purtroppo, avevano arredi decisamente obsoleti e cogliendo questa opportunità siamo riusciti a migliorare la qualità dello stare a scuola, per maestre e ragazzi, con una spesa estremamente ridotta. Anche questo tipo di scelte fa parte dell’agire di un’amministrazione comunale che vuole mantenere la qualità dei servizi, nonostante i continui tagli ai trasferimenti statali e le sempre maggiori competenze. Salti mortali a cui ci costringe la logica del patto di stabilità, ma noi amministratori ormai abbiamo imparato a fare pure questi.”