INSERIMENTO PROFUGHI DI GUERRA. I TRE RAGAZZI LAVORERANNO GRATUITAMENTE PRESSO LE SCUOLE DEL TERRITORIO

Silea 24 novembre – Dopo l’esperienza di lavoro volontario in un’azienda del territorio, tre ragazzi profughi di guerra dalla Libia, da questa settimana hanno iniziato a collaborare con azioni di volontariato anche presso le scuole elementari di Centon, Silea e Lanzago.

I cinque ragazzi si trovavano in Libia per lavoro, e sono scappati per la nota guerra di liberazione succedutasi alla guerra civile che aveva lacerato il loro paese d’origine la Costa d’Avorio; dalla Libia hanno raggiunto l’Italia con le carrette del mare. Ora si stanno inserendo gradualmente grazie anche a questo progetto formativo, sostenuto anche dalla Prefettura, che prevede un lavoro volontario e quindi non retribuito. I cinque ragazzi saranno impegnati almeno fino al 31 dicembre, quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì: due continueranno la loro attività presso la Fondazione Villa d’Argento, mentre i tre ragazzi, prima impiegati in un’azienda privata del territorio comunale, hanno terminato questa esperienza e lavoreranno fino al 31 dicembre fianco a fianco con i collaboratori scolastici per tenere le scuole più pulite.

“I ragazzi si sono inseriti perfettamente e la disponibilità dimostrata dai vicini di casa è quasi commuovente - spiega il Sindaco Silvano Piazza - Silea si è attivata in una vera e propria gara di solidarietà. Lo scopo del progetto di lavoro volontario è insegnare loro un lavoro e contribuire ad un loro inserimento concreto. Con i colleghi i cinque ragazzi impareranno l’italiano più velocemente, conosceranno le nostre abitudini e le nostre leggi. L’inserimento è stato graduale e senza nessun problema, grazie alla mediazione della cooperativa “Il servire”, ma soprattutto grazie alla lungimiranza e all’ospitalità dei cittadini di Silea, che hanno accolto i cinque ragazzi a braccia aperte e tuttora continuano ad aiutare i cinque ragazzi con generi di prima necessità come sugo, pasta e qualche dolcetto. Insomma sono diventati i nipoti del quartiere”.